Nella città di Treviso, due importanti iniziative sono state recentemente lanciate all’interno del carcere minorile di Santa Bona, portando un raggio di speranza ai giovani detenuti.
Da un lato, l’associazione nazionale atleti olimpici e Azzurri d’Italia ha intrapreso un percorso educativo volto a trasmettere il valore dello sport. Dall’altro, è stata inaugurata una nuova biblioteca e videoteca, per incentivare il valore della lettura. Questi eventi non sono solo un momento festoso, ma rappresentano un importante passo verso la rieducazione e il reinserimento sociale.
Ieri mattina, il carcere minorile di Santa Bona ha celebrato l’apertura di una nuova biblioteca, con circa quaranta volumi messi a disposizione dalla libreria Giunti, accompagnati da donazioni di privati. Durante il suo discorso, il direttore Girolamo Monaco ha messo in evidenza l’importanza della lettura all’interno della struttura. La biblioteca non è solo un luogo dove trovare libri, ma è un’opportunità per i ragazzi di affrontare, attraverso le parole, le loro esperienze. Monaco ha affermato che molti di loro si dedicano alla scrittura, trasformando così le loro emozioni in pagine. Una di queste storie coinvolge un giovane che ha recentemente completato la lettura di un libro per la prima volta. Le emozioni legate a queste scoperte sono innegabili e dimostrano come la lettura possa avere un impatto profondo sulla vita dei ragazzi.
Sara Bottari della Giunti ha fornito dettagli sulla selezione dei testi. “Abbiamo scelto volumi che possano attrarre i giovani, con una particolare attenzione al tema dello sport, ma ci sono anche narrazioni e manga,” ha spiegato. La collaborazione con altri enti e strutture, come gli ospedali, viene consolidata con questa iniziativa. Portare libri in ambito carcerario è un’innovazione che rende giustizia a un diritto fondamentale: quello della lettura. Attraverso percorsi di alfabetizzazione, i ragazzi non solo impareranno a leggere, ma anche a esprimere le proprie idee e sentimenti.
Parallelamente all’inaugurazione della biblioteca, si è parlato di come lo sport possa diventare un potente strumento di riscatto per i giovani. Gli atleti azzurri che hanno partecipato a questo progetto hanno raccontato le loro esperienze, dimostrando come lo sport abbia significato trasformazione personale. Hanno condiviso storie di sfide superate, di difficoltà affrontate e di successi raggiunti, incarnando i valori di disciplina e determinazione. Bruno Cipolla, presidente dell’associazione, ha sottolineato come in realtà siano stati i ragazzi a insegnare qualcosa a loro. “Pensavamo di venire qui ad aiutare, ma abbiamo trovato in voi una fonte di ispirazione,” ha detto, riconoscendo il coraggio e la resilienza dimostrati dai giovani.
Il nuovo progetto non si limita solo a insegnare la pratica sportiva, ma mira a trasmettere un messaggio di speranza e rinascita. Gli atleti sono stati per loro modelli da seguire, mostrando che anche dalle situazioni più difficili è possibile rialzarsi. Attraverso lo sport, i ragazzi stanno apprendendo non solo come competere, ma anche come lavorare insieme e costruire una comunità basata sull’inclusione e sul supporto reciproco.
All’inaugurazione erano presenti anche figure importanti come gli avvocati Barbara Vidotto e Matteo Moretto, che hanno parlato della necessità di umanizzare il processo di rieducazione. E in rappresentanza del Comune di Treviso, l’assessore alle Politiche giovanili, Gloria Sernagiotto, e il consigliere Luigi Caldato hanno ribadito l’importanza di investire nei giovani. “Voi siete il fulcro della nostra società, e abbiamo bisogno di voi,” hanno esortato, incoraggiando i ragazzi a lottare per il loro reinserimento nella comunità, in un contesto dove le opportunità non mancano.
Oltre a queste nuove iniziative, i ragazzi stanno partecipando attivamente a vari progetti, come la creazione di cartoni per panettoni destinati a una ONG operante in Bolivia, mostrando la loro voglia di contribuire. Partecipare a concorsi di scrittura è un altro modo in cui stanno esprimendo la loro creatività e scoprendo il valore delle parole. Con queste azioni, si sta costruendo un ponte verso un futuro migliore, non solo per loro, ma anche per la società che li circonda. Un messaggio di speranza e di opportunità che non deve mai essere dimenticato.
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