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I gialli sui famosi delitti romani della contessa Filo Della Torre e di Cristiano Aprile a “Più libri più liberi”

Venerdì 6 dicembre, la Nuvola dell’Eur si prepara a diventare il cuore pulsante di un pomeriggio dedicato al giallo e al noir.

“Alberica Filo della Torre. Uno scandalo italiano” di Fabrizio Peronaci e «Chi ha ucciso Cristiano Aprile?» di Igor Patruno presentati a Piu libri Più liberi. (fonte IG @piulibri2024- www.ilmaggiodeilibri.it)

Due opere coinvolgenti verranno presentate in un evento che promette di far luce su casi oscuri e cruenti della storia italiana. Con i due libri di Fabrizio Peronaci e Igor Patruno, il pubblico avrà l’opportunità di esplorare intricati misteri romani e di riflettere su come la giustizia a volte possa smarrirsi nel labirinto delle inchieste.

Inizia l’ora del vero crimine, o “True Crime“, e il primo titolo disponibile per scoprire insieme è «Alberica Filo della Torre. Uno scandalo italiano». Scritto da Fabrizio Peronaci, noto giornalista del Corriere della Sera, questo libro è un tuffo in un caso di omicidio che ha tenuto l’Italia con il fiato sospeso per oltre vent’anni. La contessa, assassinata nella sua villa il 10 luglio 1991, diventa simbolo di uno scandalo che segna non solo la vittima, ma un’intera società. Tra perizie errate, indagini poco conclusive e sensazionalismi mediatici, il volume ricostruisce i retroscena di un delitto che ha trasformato una famiglia in un campo di battaglia.

Il racconto di Peronaci si sofferma sugli errori giuridici e sull’impotenza dei familiari, mentre le prove, che avrebbero potuto risolvere il caso, venivano trascurate, quasi come se la giustizia avesse smesso di interessarsi alla verità. Manfredi Mattei Filo della Torre, il figlio della noble dama, parteciperà alla presentazione e porterà la sua testimonianza su quanto accaduto. La penna di Peronaci, attraverso le parole dello stesso Manfredi, denuncia un sistema che, come un ingranaggio mal funzionante, continua a far soffrire chi è rimasto coinvolto. La lettura del libro offre un’analisi critica non solo di un caso criminale, ma di come l’informazione e la giustizia possono intersecarsi, creando confusione e disillusione.

Chi è il colpevole? La ricerca di verità e giustizia

L’autore di «Chi ha ucciso Cristiano Aprile?» che è riuscito a a squarciare il velo di mistero che circonda il caso. 8www.ilmaggiodeilibri.it)

A seguire, il racconto si sposta verso il libro «Chi ha ucciso Cristiano Aprile?», opera di Igor Patruno, che narrerà un’altra storia aggrovigliata e inquietante. Questo libro affronta il delitto avvenuto in Via Levanna, dove un ragazzino di dodici anni ha incontrato una morte tragica per mano di un aggressore misterioso. Il 24 febbraio 1987, l’atroce omicidio di Cristiano ha scosso i cuori di molti romani. Patruno, noto per aver scritto anche su altri crimini noti, si addentra nel travaglio di un’indagine complessa, portando alla luce dettagli mai raccontati prima.

Il colpevole, descritto come un giovane dall’aspetto inquietante e privo di movente, si muove attraverso le pagine come una figura che incarna l’assurdo. Con un uso sapiente delle fonti investigative, Patruno riesce a squarciare il velo di mistero che circonda il caso, mentre ricostruisce l’oscurità di quei momenti. L’impatto emotivo del racconto è particolarmente forte, giacché la brutale realtà contrasta con la bellezza della città di Roma, creando un’atmosfera claustrofobica. La narrazione invita il lettore a confrontarsi con l’immagine di una Repubblica segnata da eventi macabri, ponendo domande scomode sulla sicurezza e sulla vulnerabilità dell’innocente.

L’impegno di un figlio per la giustizia

Al centro di quest’opera c’è Manfredi Mattei, un giovane uomo che è cresciuto portando il peso di una perdita inimmaginabile. Nel suo impegno per la giustizia, Manfredi ha creato una fondazione in onore di sua madre, una luce in un tunnel di oscurità. Il suo attivismo è un grido di dolore, ma anche di speranza, poiché si batte per il riconoscimento delle ingiustizie e per promuovere la cultura dell’investigazione forense.

La sua presenza all’evento non è solo simbolica: Manfredi è determinato a ricordare non solo sua madre, ma anche l’eredità del padre, che ha fatto di tutto per garantire che le indagini non finissero nel dimenticatoio. Con il suo esempio, egli invita alla riflessione e all’azione, non solo per il suo caso personale, ma per tutti coloro che si sentono invisibili nel sistema. Il messaggio è chiaro: la giustizia non è solo una questione di tribunali, ma un fondamentale diritto che deve essere vissuto e protetto.

Il pomeriggio del 6 dicembre promette quindi di essere un’immergente esplosione di emozioni e di riflessioni, un’occasione per onorare le vittime e le loro famiglie, ma anche per combattere insieme affinché il passato non possa mai ripetersi. I due libri, attraverso le loro storie avvincenti e il coraggio dei loro autori, diventano un invito a tutti quanti a non dimenticare e a cercare sempre il vero.

Rosanna Mancini

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